"sale e sodio"

La nostra Nutritional Tip di oggi riguarderà il consumo giornaliero di sale e sodio. Ho scelto di parlare di questo aspetto perché credo che venga spesso sottovalutato nell’alimentazione quotidiana, e non gli si presti sufficientemente attenzione. Procederemo per ordine, andando a vedere vari aspetti molto importanti.

Differenza tra sale e sodio

Per prima cosa è bene specificare che sale e sodio non sono la stessa cosa, anche se nel linguaggio quotidiano spesso i due termini si utilizzano erroneamente come sinonimi. Quello che noi chiamiamo normalmente sale è in realtà cloruro di sodio. Tutti conosciamo il suo aspetto: bianco e cristallino. Ben diverso da quello del sodio che invece ha un aspetto metallico. Il sodio è infatti un elemento chimico che rientra tra i metalli.

Perché allora ce li confondiamo? Semplice! Perché il sale è costituito da cloro e sodio e rappresenta la fonte principale di sodio per l’uomo. 1 grammo di sale infatti contiene circa 0,4 grammi di sodio.

Fabbisogno giornaliero

Ora che abbiamo fatto chiarezza su questo argomento possiamo procedere per comprendere meglio un secondo aspetto: di quanto sale e sodio abbiamo bisogno giornalmente?

Bè, l’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di non superare i 2 grammi di sodio al giorno, che corrispondo a 5 grammi di sale.

Ora ti starai chiedendo, ma è tanto o poco? Il mio consumo giornaliero di sale sarà adeguato? Vi svelo un segreto, 5 grammi di sale da cucina corrispondono all’incirca ad un cucchiaino da te. Perciò, se si considera il semplice sale utilizzato per i condimenti, non sarebbe nemmeno così difficile rientrare in questa quota. Il problema però è che il sale che assumiamo quotidianamente non proviene solo da quello utilizzato per i condimenti. Spesso la maggior quota di sale è assunta attraverso alimenti che probabilmente non sembrano nemmeno contenere sale. È il cosiddetto sale nascosto, che molte volte non è nemmeno percepibile attraverso il gusto. Vuoi sapere qualcosa di molto interessante? Il sale presente nei cibi industriali o consumati fuori casa è più del 75% . Preoccupante vero?

Cosa succede se si consuma troppo sale?

L’elevato consumo di sale è correlato ad un aumento della pressione arteriosa, specialmente nei soggetti predisposti. Il rischio, introducendo grandi quantità di sodio, è quello di sviluppare malattie del cuore, dei vasi sanguigni e dei reni, sia correlate all’aumento della pressione arteriosa sia indipendenti.

Perciò è davvero molto importante imparare ad utilizzare gli strumenti che abbiamo quotidianamente a disposizione per ridurre il consumo di sale.

Quali strumenti?

Le etichette nutrizionali! Normalmente non mi piace consigliare di “tenere sotto controllo” le etichette nutrizionali. Probabilmente perché avendo sofferto di DCA ho sempre controllato le etichette in maniera ossessiva e non sana. E ovviamente lo scopo non deve essere questo. Non dobbiamo diventare schiavi delle etichette nel momento in cui ci troviamo a scegliere gli alimenti andremo a consumare. Però buttare un occhio per regolarci nel consumo di sale può essere solo utile. Nella pratica, se troviamo un alimento che contiene più di 1,5 grammi di sale ogni 100 grammi l’apporto è decisamente alto. Mentre un contenuto di sale tra 0,3 e 1,5 è considerato medio (tutto gli alimenti che ne contengono di meno ovviamente hanno un contenuto basso). Prestando un po’ di attenzione potrai facilmente notare che notevoli quantità di sale sono contenute in davvero tantissimi alimenti: affettati, pizza, pane, bisoctti (eh si! Anche se sono dolci), ecc… Con questo non voglio dirvi di eliminare questi cibi dalla vostra alimentazione, ma semplicemente di consumarli in maniera più consapevole. Ad esempio, quando si consumano si può scegliere ad utilizzare un po’ meno sale come condimento, così da mantenere un certo equilibrio. Inoltre, anche riducendo il consumo di alimenti di origine industriale potremo trarre notevoli benefici per la nostra salute.  

Alice

Sale, meglio poco | SIIA

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