Come promesso oggi andrò a spiegarvi nello specifico cosa sono i Disturbi del Comportamento Alimentare, anche detti semplicemente DCA.

Inizio questo articolo dicendo che credo sia molto importante diffondere informazioni su questa tematica e spingere le persone a parlarne. Purtroppo, ancora oggi, questa ampia classe di disturbi rappresenta un tabù. Spesso vengono visti come un semplice capriccio da parte di chi ne è affetto. Chi ne soffre viene colpevolizzato e si conoscono solo aspetti superficiali della malattia.

Poco tempo fa, il 15 marzo, è stata la Giornata Nazionale dei Disturbi del Comportamento Alimentare. Conosciuta anche come Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, in quanto esso rappresenta il simbolo dei DCA. Posso sinceramente dire di essere rimasta sconcertata da quanto poco se ne sia parlato, sia a livello televisivo, sia a livello di social media da parte di personaggi pubblici. Credo profondamente che tale iniziativa dovrebbe iniziare ad essere promossa non solo da chi ne ha sofferto, ma in primis a livello mediatico e da persone di rilievo. Insomma, da chi ha il potere di farsi sentire. Solo parlandone si potrà iniziare ad abbattere qualche muro e a smettere di colpevolizzare chi ne è affetto. Perciò credo che sia molto importante dare una spinta e fare la mia parte per sensibilizzare le persone, quindi iniziamo!

Cosa sono i Disturbi del Comportamento Alimentare?

Questa categoria comprende un’ampia classe di disturbi riguardanti la sfera dell’alimentazione ed il controllo del peso, spesso con il conseguente danneggiamento della salute fisica e mentale del soggetto che ne è affetto. Tali disturbi coinvolgono quindi sia la mente che il corpo e, per lungo tempo, sono stati classificati come disturbi psichiatrici. Grazie a recenti studi è stata osservata però la presenza di alcuni caratteri metabolici associati ad alcuni di questi disturbi. Tali scoperte stanno spingendo la ricerca scientifica verso una nuova definizione dei DCA, classificandoli come disturbi psico-metabolici. Ma ulteriori ricerche sotto questo aspetto sono ancora in corso.

I DCA più conosciuti sono sicuramente l’anoressia nervosa e la bulimia nervosa.

Nell’anoressia nervosa vi è la presenza di una forte riduzione delle calorie assunte giornalmente e, una consistente riduzione del proprio peso corporeo. Il soggetto ha una percezione alterata del proprio corpo, tanto da sviluppare una forte paura di ingrassare anche quando risulta fortemente sottopeso. Spesso il tutto è accompagnato da degli eccessivi livelli di attività fisica che contribuiscono al danneggiamento della salute fisica. Inoltre, chi soffre di anoressia nervosa presenta amenorrea, ovvero l’assenza di almeno tre cicli mestruali consecutivi. In alcuni casi può essere presente uno specifico sottotipo in cui si verificano della abbuffate, dovute ad una perdita di controllo, compensate poi con delle condotte di eliminazione, come ad esempio iperattività fisica, lassativi e vomito autoindotto.

La bulimia nervosa, invece, è caratterizzata da dei periodi di tempo ben definiti in cui ci si abbuffa, ingurgitano quantità di cibo sostanzialmente maggiori a quelle necessarie per il proprio fabbisogno, alternati a dei periodi in cui si utilizzano delle condotte di eliminazione come lassativi e vomito autoindotto. Vi è la presenza di una forte sensazione di perdita di controllo e di vergogna verso se stessi, in particolar modo durante le abbuffate e i livelli di autostima sono fortemente influenzati dalla forma e dal peso corporeo.

Oltre a queste due grandi categorie esistono però molti altri tipi di DCA, quali il binge eating disorder, l’ortoressia, la bigoressia e altri disturbi dell’alimentazione non altrimenti specificati.

Credo che già dalle brevi descrizioni che ho fatto si possa intuire il disagio, sia fisico che sociale, che scaturisce da queste condizioni. Se questo non bastasse però voglio darvi dei numeri.

Ad oggi l’incidenza dei DCA in Italia è di circa 3 milioni di persone, di cui il 90% di sesso femmine. Tali disturbi si verificano tipicamente nel periodo adolescenziale, tra i 14 e i 18 anni. Meno del 50% dei pazienti affetti da DCA riesce a raggiungere la piena guarigione e circa il 21% sviluppa un decorso cronico. Ora però il dato più inquietante, il tasso di mortalità ha raggiunto il 20%, il più alto rispetto a tutti gli altri disordini psichiatrici.

Risulta facile intuire quindi come questi disturbi rappresentino un problema di enorme portata e credo che debba essere fatto qualcosa subito per invertire questa rotta. Se avete letto il mio percorso saprete benissimo che anche io ho affrontato tutto questo e se mi trovo qui a raccontarlo lo devo principalmente alla mia famiglia, allo sport (svolto in maniera corretta e senza ossessioni) e alla mia testardaggine. Ed è proprio quest’ultima che mi ha spinto a concentrarmi su questo campo per poter fare qualcosa in più.

Se avete letto il mio articolo e vi è piaciuto, avrò raggiunto il mio obiettivo di informare anche solo una persona in più riguardo quest’argomento. Se invece leggendo vi foste ritrovati nei criteri diagnostici e nelle sensazioni di cui ho parlato, vi invito fortemente a chiedere aiuto e parlarne, è l’unico modo per uscirne.

Alla prossima!

Alice

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