"dca e pandemia"

Bentornati nel blog! Visto che un paio di giorni fa ho iniziato a parlare dell’argomento DCA e pandemia da COVID-19 attraverso delle storie su Instagram, nell’articolo di oggi vorrei proseguire in questa direzione. In particolare vorrei mettere in evidenza quali sono stati gli effetti che la pandemia ha avuto su tutta la sfera dei DCA.

DCA e pandemia

Proprio qualche giorno fa, mi è capitato di leggere un articolo riguardante gli effetti che la pandemia di COVID-19 ha avuto sullo sviluppo di DCA. In particolare è emerso che, nel periodo tra febbraio 2020 e febbraio 2021, il tasso d’incremento medio per i DCA (in particolare anoressia e bulimia) è aumentato del 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Inoltre, si è verificato un abbassamento della fascia di età d’insorgenza, che attualmente risulta essere in media tra i 13 e i 16 anni. Insomma, tendono ad ammalarsi ragazze e ragazzi sempre più piccoli e francamente lo trovo un dato veramente preoccupante.

La domanda che ora mi viene spontaneo pormi è:

Perché è avvenuto tutto questo?

Sicuramente non c’è una causa unica alla base del recente aumento dei casi di DCA. Ricordiamoci sempre che i disturbi del comportamento alimentare sono determinati da diverse concause di natura biologica, psicologica e sociale, sui quali agiscono altri fattori scatenanti. Quello che però possiamo sicuramente dire è che tutta la situazione riguardante la pandemia e il relativo lockdown ha generato una situazione di forte stress, che probabilmente ha avuto un effetto molto forte nei ragazzi, permettendo l’instaurarsi di alcuni fattori determinanti per lo sviluppo del DCA.

I fattori che hanno sicuramente contribuito di più sono stati l’isolamento sociale, il ritrovarsi sempre chiusi in casa a contatto con familiari, la forte paura legata al contagio e la sensazione d’impotenza di fronte ad una situazione così difficile ed inaspettata. Inoltre avere tanto tempo a disposizione nel periodo di reclusione può aver contribuito a focalizzare l’attenzione sulla propria immagine corporea.

Uno studio svolto dal King College di Londra, pubblicato su The Lancet, ha dimostrato che la quarantena è stata in grado di generare effetti negativi a livello psicologico, tra cui il disturbo post-traumatico da stress (PTSD). Questi eventi possono essere psicologicamente e particolarmente rischiosi per bambini ed adolescenti.

Altri effetti preoccupanti

La pandemia ha quindi sicuramente contribuito allo sviluppo di nuovi casi di DCA, soprattutto nei giovanissimi. Ma non ha avuto solamente questo effetto. Infatti i rischi legati alla sfera dei DCA, derivati dalla pandemia, sono stati anche altri. L’isolamento sociale e la forte paura generata dalla difficile situazione che abbiamo vissuto, hanno sicuramente aumentato i rischi di ricaduta e di peggioramento delle condizioni di coloro che già soffrivano di DCA.

Inoltre, la situazione legata alla pandemia ha reso più difficile lo svolgimento di visite di controllo e colloqui con specialisti. In molti casi ciò ha portato alla sospensione di alcune attività sanitarie e questo rappresenta sicuramente una problematica di grandissime dimensioni per una persona malata.

Un ulteriore problema degno di nota è sicuramente rappresentato dall’aumento rischio di infezione da COVID-19 tra coloro che soffrono di DCA. A livello fisico, infatti, un DCA genera molti problemi: malnutrizione, ridotte riserve di grasso, possibili squilibri metabolici. Tutte condizioni che predispongono allo sviluppo dell’infezione, perché il corpo ha una ridotta capacità di difendersi. Perciò anche da questo punto di vista si ha un problema di rilevante importanza.

Insomma, gli effetti collaterali della pandemia si sono verificati sotto molti aspetti e sono profondamente convinta che, per quanto riguarda tutta la sfera dei DCA si sarebbe sicuramente potuto fare qualcosa in più per evitare o quantomeno contenere questa situazione.

Cosa è accaduto a me

Vorrei concludere però dicendo che fortunatamente, in alcuni casi (sicuramente più rari) il lockdown può aver avuto anche degli effetti positivi. Come ho già raccontato in altri miei articoli, nonostante la paura del momento, il periodo del lockdown per me è stato molto importante. Durante quel periodo sono riuscita a prendermi del tempo tutto per me e a fare chiarezza tra i miei pensieri. Ho staccato un po’ da tutto e questo mi è stato davvero molto utile per poter capire che non stavo dando alla mia vita la direzione che volevo. C’erano delle cose che non mi rendevano felice e da quel momento in poi sono riuscita a metterle a fuoco e cambiarle. In quel periodo ho finalmente detto addio al mio disturbo e sono riuscita a riacquistare un bel rapporto con il mio corpo e con l’alimentazione.

Perciò attraverso, queste ultime righe, voglio dirvi che da certi momenti, per quanto brutti, possiamo comunque riuscire a ricavarne il meglio. L’ultimo anno è stato sicuramente difficile per tutti, ma proprio per questo cerchiamo di spronarci ed iniziamo ad affrontare la vita con una nuova mentalità, consapevoli che anche dalle situazioni peggiori si possono ricavare esperienze positive.

Alice

com stampa_DISTURBI ALIMENTARI 15 marzo 2021 def.pdf

Disturbi dell’alimentazione e COVID-19 (iss.it)

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