La mania dell'avocado

L’avocado, il frutto per eccellenza. Salutare, buono e versatile. Così versatile che qualcuno se lo mangia a pranzo, colazione e pure a cena. Tanto da diventare quasi una mania: la mania dell’avocado. Tutti abbiamo sentito parlare almeno una volta dei molteplici benefici derivanti da questa bacca. Ma siamo sicuri di conoscere proprio tutto? Scopriamolo!

Un po’ di conoscenze generali

L’albero dell’avocado è una specie arborea che appartiene alla famiglia delle Lauraceae. Il suo nome scientifico è Persea Americana, anche se tutti ovviamente lo conosciamo come avocado. Il frutto è classificato dal punto di vista botanico come una bacca, comprendente la scorza, la polpa e un sottile strato che riveste il seme che troviamo al suo interno. All’interno della specie ritroviamo molte varietà che producono frutti differenti tra loro per dimensioni e consistenza della buccia. Le più vendute e commercializzate sono le varietà Fuerte ed Hass. Per parecchie migliaia di anni il frutto dell’avocado ha rappresentato un alimento molto importante per i popoli dell’America Centrale, anche se oggi viene principalmente coltivato nei tropici e nei subtropici.  La diffusione e il commercio a livello internazionale dell’avocado è iniziato all’incirca negli anni ’90.

Aspetto nutrizionale

L’avocado è un frutto unico nel suo genere. Esso, al contrario della maggior parte della frutta fresca, presenta un contenuto lipidico molto elevato. La polpa dell’avocado, infatti, può contenere dal 13,5 al 24% di lipidi. Nella componente lipidica abbiamo principalmente acidi grassi monoinsaturi, con degli elevati livelli di acido oleico omega 9 (lo stesso presente nell’olio d’oliva). Anche la densità calorica dell’alimento è rilevante, con un apporto di calorie che va dalle 140 alle 224 kcal ogni 100 grammi di alimento. Il che significa che l’avocado ha un valore nutrizionale quattro volte superiore a quello di qualsiasi altro frutto, ad eccezione della banana. Anche l’apporto di fibre è rilevante, dall’1,4 al 3%.

Microelementi

Il frutto presenta un’importante quantità di potassio, circa 339 milligrammi ogni 100 grammi. Questo micronutriente risulta molto importante per il nostro organismo, perché regola l’attività muscolare e protegge da malattie cardiovascolari. Contiene anche altri microelementi importanti quali vitamine liposolubili, acido folico, calcio, magnesio, sodio, fosforo, zinco, silicio e vitamine E, B1, B2 e D. Infine, un elemento apprezzabile, contenuto nell’alimento è rappresentato dai fitosteroli. I fitosteroli sono sostanze di origine vegetale, con una struttura simile al colesterolo. Essi agiscono limitando l’assorbimento intestinale del colesterolo stesso e riducendone la sintesi a livello epatico. Si ha quindi una riduzione dei livelli del colesterolo totale e LDL (per intenderci, il colesterolo “cattivo”) ed un aumento dell’HDL (quello “buono”!), anche grazie alla sostituzione di acidi grassi saturi con acidi grassi insaturi.

Perciò nel complesso l’avocado rappresenta sicuramente un alimento molto valido e nutriente. Grazie alla presenza dei fitosteroli, se consumato in dosi adeguate, può contribuire a ridurre il rischio di malattie coronariche. D’altro canto, però, l’elevato contenuto di lipidi e l’elevata densità calorica lo rendono un alimento da consumare con cautela, soprattutto in caso di sovrappeso/obesità. Vista la sua composizione, il consumo di avocado in un regime alimentare bilanciato deve avvenire come sostituzione ad una fonte lipidica e non consumato in sostituzione ad un frutto (come erroneamente si potrebbe pensare). Può quindi essere utilizzato al posto dell’olio d’oliva.


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È giusto un consumo così smisurato di avocado?

Il punto su cui voglio soffermarmi però, così come ho fatto nell’articolo riguardante l’olio di palma, è la questione etica ed ecologica.

Come abbiamo detto, dal 1990 circa la domanda di avocado nel mondo è cresciuta in maniera esponenziale, tanto da trasformare questo frutto in una commodity globale. Spinte dalla forza del mercato mondiale, le piantagioni di alberi di avocado hanno sostituito le foreste dominate da pini e querce del Messico centrale. Qui, infatti, si verifica circa il 40% della produzione mondiale di avocado. Attualmente il maggior impatto è stato riscontrato nello stato messicano di Michoacàn, anche se risulta probabile che in futuro si espanda altrove.

La sostituzione delle foreste con le piantagioni di avocado ha generato un’importante perdita di servizi ecosistemici vitali, quali la biodiversità, i processi di regolazione di suolo e acqua e il fissaggio di carbonio. Inoltre, i benefici sociali ed economici derivanti dall’aumento della domanda sono riservati ai pochi grandi produttori, escludendo in questo modo tutta la comunità locale. Queste problematiche mettono in luce come l’impatto derivante dai consumi del Nord del mondo si ripercuota su economie e paesaggi del Sud del mondo, specialmente per i prodotti derivati da specie tropicali.

Vi sembra giusto?

A questo punto vorrei quindi introdurre una piccola riflessione etica. Abbiamo visto che il consumo moderato di avocado è in grado di apportare sicuramente dei benefici al nostro organismo. Perciò utilizzarne uno in cucina di tanto in tanto può risultare una buona pratica. Il problema si ha però nel momento in cui l’avocado entra nelle proprie vite come una vera e propria moda. Non viene assunto più esclusivamente per un motivo salutistico, ma per un discorso antropologico.

A mio parere oggi l’avocado ha assunto molteplici significati come simbolo e non solo come alimento. Esso in qualche modo riesce a rappresentare uno status che ci dice che se consumiamo l’avocado (e pubblichiamo la foto sui social, ovviamente!) stiamo praticando un’alimentazione conforme a quella che ci viene impartita dalla società. Siamo “di tendenza”. Potremmo assumere gli stessi nutrienti da altri alimenti, ma assumerli dall’avocado ci fa riconoscere all’interno di una classe sociale. Mettendo, in questo modo, in secondo piano tutto quello che riguarda l’aspetto nutrizionale, ma anche e soprattutto l’aspetto etico.

Attraverso questo articolo vorrei quindi indirizzare ad un consumo più misurato e sostenibile di avocado. Apportando dei piccoli accorgimenti e tenendo conto di piccole accortezze ognuno può dare il suo contributo. Come già detto gli effetti benefici sono molti, ma possono essere ritrovati anche in altri alimenti. Perciò, il mio consiglio è sempre quello di preferire alimenti autoctoni, possibilmente biologici. Quando scegliamo di assumere qualcosa ricordiamoci sempre di valutare tutti gli aspetti!

Alice

Avocado | SpringerLink

Avocado: characteristics, health benefits and uses (scielo.br)

Ecological and human dimensions of avocado expansion in México: Towards supply-chain sustainability (springer.com)

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