"Nutrizionista in un DCA"

Negli ultimi giorni abbiamo parlato principalmente di Nutritional Tips. Oggi vorrei invece soffermare l’attenzione sull’importante ruolo che assume il nutrizionista nella cura di un DCA. L’obiettivo di questo articolo in parte è sicuramente quello di fornire delle informazioni basilari sulla figura del nutrizionista. In parte però vorrei anche far comprendere a tutti coloro che si ritrovano a vivere un periodo di disagio nei confronti del proprio corpo e soprattutto nei confronti del cibo, che ricercare l’appoggio in una figura competente è il primo passo fondamentale da compiere per poter tornare a stare bene. Cercherò di entrare nel merito del discorso aggiungendo delle piccole riflessioni personali derivanti dalla mia esperienza e dal rapporto nato con i nutrizionisti che ho incontrato durante il mio percorso. Perciò, iniziamo!

Informazioni di base

Prima di poter parlare di tutto ciò credo sia bene specificare le diverse figure professionali che operano nell’ambito della nutrizione. Spesso infatti nella quotidianità si utilizza erroneamente il termine generico “nutrizionista” per riferirsi a più soggetti che in realtà hanno ruoli differenti. Le figure principali sono tre e probabilmente molte persone non ne conoscono nemmeno l’esistenza. O meglio, non sanno distinguerle.

Credo sia molto importante poter apprendere queste informazioni in quanto nel caso nel corso della vita si presentasse la necessità di rivolgersi ad un nutrizionista è bene conoscere il titolo di studio del professionista alla quale ci si rivolge, per poterne verificare l’affidabilità.

Iniziamo allora a parlare di questi tre personaggi:

Il Dietologo

Il dietologo è un medico a tutti gli effetti (laureato quindi in medicina), specializzato in alimentazione e nutrizione umana. Il suo ruolo è quello di diagnosticare patologie derivanti da abitudini alimentari scorrette, formulare la prognosi e curare tali patologie prescrivendo protocolli dietologici e terapie farmacologiche.

Il Dietista

Il dietista è un tecnico laureato in un percorso triennale delle professioni sanitarie. Il suo compito è quello di assistere il dietologo e mettere in atto le direttive ricevute, attraverso la compilazione e l’esecuzione di una dieta, e attraverso il monitoraggio degli effetti.

Il Biologo Nutrizionista

Il biologo nutrizionista è colui che è laureato in biologia (o in qualsiasi altro corso di laure triennale che permette di accedere alla specializzazione), specializzato in scienze dall’alimentazione e della nutrizione umana e regolarmente inscritto all’albo. Ora vi starete chiedendo, cosa differenzia quindi un biologo nutrizionista da un dietologo o da un dietista? Di fatto il biologo può elaborare regimi alimentari sia nei confronti di soggetti sani, che nei confronti di soggetti a cui è stata precedentemente diagnosticata una patologia. Questo però può avvenire soltanto attraverso l’accertamento delle condizioni fisio-patologiche del paziente, da parte di un medico. Quindi il biologo nutrizionista non può fare diagnosi e prescrivere farmaci. Per semplicità nell’articolo utilizzerò il termine nutrizionista parlando del biologo nutrizionista.

Il Nutrizionista nei DCA

Nella cura dei DCA possiamo ritrovare tutte tre le figure. Ovviamente però, come detto in precedenza, solamente un medico (non necessariamente dietologo) può diagnosticare il disturbo. Il biologo ed il dietista si occupano del paziente proponendo un percorso nutrizionale e verificando che esso venga seguito. Possono essere effettuati di tanto in tanto dei controlli da parte del dietologo.

Ora potrei sicuramente mettermi a spiegare nello specifico come viene affrontato un percorso nutrizionale nella cura di un DCA. Il mio obiettivo però non è questo. Il mio obiettivo è infatti quello far comprendere l’importanza dell’affrontare un percorso di guarigione affiancati da una figura competente. Il tutto fornendo la mia esperienza personale nel modo più sincero possibile. Se avete letto il mio percorso saprete che ho parlato del fatto di non essermi trovata bene con alcune delle figure professionali da cui sono stata seguita. Questo è uno dei motivi che mi ha spinta ad intraprendere il percorso per diventare biologa nutrizionista.

La mia esperienza

Nel corso degli anni ho sempre sviluppato un rapporto di amore-odio con le persone che hanno cercato di affiancarmi durante il mio percorso. Un po’ sicuramente è stata una conseguenza della malattia stessa, un po’ è derivato da motivi personali. Dico la verità, solamente con un dietologo sono stata in grado di instaurare un bel rapporto. Ed è stato colui che personalmente mi ha ispirata di più. Durante il lungo percorso per la guarigione è stato in grado di fornirmi delle informazioni essenziali, senza le quali probabilmente non avrei risolto i miei problemi. Questa figura è stata in grado di fornirmi in maniera schietta e diretta delle spiegazioni in materia di nutrizione, permettendomi di comprendere gli errori che stavo commettendo nel mio modo di “alimentarmi”. Come ho già raccontato in precedenza la mia anoressia è iniziata con una banale ed “innocua” dieta fai da te. Se prima di iniziare quella dieta avessi avuto anche solo parte delle conoscenze che possiedo oggi, probabilmente non avrei commesso degli errori che mi hanno portata a danneggiare fortemente il mio fisico e a mettere a rischio la mia salute.

Intraprendere un percorso con un nutrizionista mi ha permesso di comprendere come modificare le abitudini sbagliate e disfunzionali passo per passo. Questo mi ha permesso di riacquistare un’autonomia ed una consapevolezza dal punto di vista alimentare, che negli anni della malattia avevo completamente perso. È stato un po’ come mettere le fondamenta per poter poi costruire una casa. Anche se poi il percorso terapeutico non è andato a buon fine, mi ha permesso di continuare in maniera autonoma e consapevole ad uscire dal mio disturbo. Sapevo quello che era giusto fare e pezzetto per pezzetto sono riuscita a costruire la casa da sola.

Prevenzione Primaria

Tutta questa mia esperienza mi ha permesso di comprendere una cosa importantissima: la prevenzione primaria è fondamentale.

La prevenzione primaria, infatti, svolta nell’ambito di qualsiasi patologia, mira a ridurre il più possibile l’insorgenza di nuovi casi. I DCA non si possono ovviamente ridurre ad un aspetto semplicemente nutrizionale. Sono disturbi complessi, con forti componenti sia metaboliche che psicologiche. Per affrontarli è infatti essenziale anche l’affiancamento ad un terapeuta.

Nonostante questo però lo svolgimento preventivo di campagne informative nutrizionali, soprattutto in età adolescenziale, permetterebbe almeno in parte di ridurre l’incidenza di questi disturbi.  È importante che i ragazzi siano in grado di riconoscere un’alimentazione sana da una che non lo è e che sappiano che diete fortemente ipocaloriche, senza il consulto di uno specialista, possono portare a gravi danni per la salute, sia fisica che mentale. Lo svolgimento di interventi informativi ed educativi su gruppi di studenti può contribuire ad aumentare la consapevolezza in materia alimentare e a sviluppare una capacità critica verso l’assorbimento passivo di messaggi e simboli. Inoltre tali interventi possono essere finalizzati a promuovere una maggiore accettazione di sé, sia sul piano psicologico che su quello fisico.

Alla prossima!

Alice

DCA_prevenzione_rel.pdf (psicoterapia-psicoanalisi.it)

Pomarico.pdf (associazionemediciendocrinologi.it)

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